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Classi “cancellate” e docenti a spasso


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Scuola/Appello del Consiglio provinciale Classi “cancellate" e docenti a spasso: si prepara la rivolta«E’ destabilizzante quello che sta per succedere nella nostra provincia e nella regione». Sono pesanti ed inequivocabili le parole dell’assessore provinciale alla pubblica istruzione, Maria Pia Silla, per quanto sta accadendo per la formazione degli organici nella scuola. In particolar modo negli istituti di secondo grado. In altre parole, con la bozza di decreto n. 27 del ministero dell’istruzione, con la quale si stanno facendo gli organici per l’anno scolastico 2003-04, viene stabilito il principio di costituire classi prime (anche quelle iniziali) non articolate in indirizzo. Il che tradotto in altri termini significa che gli studenti di una classe composta con gruppi di indirizzo diverso, all’inizio del triennio dovranno forzatamente scegliere un unico indirizzo scolastico, se non sarà possibile istituire classi di diverso indirizzo con almeno 25 studenti per ogni singola classe. La cosa, apparentemente, sembrerebbe superabile in grandi istituti, ma nelle zone montane, come all’Istituto tecnico commerciale di Amandola, si rischia di far scomparire completamente alcuni indirizzi scolastici come i gruppi Igea o programmatori. All’Itis «Fermi» di Ascoli, poi, se verrà applicato questo principio, si avrà nel prossimo anno 5 classi in meno e 21 docenti in soprannumero. Peggio ancora negli istituti d’Arte. Ascoli e Fermo rischiano di perdere gli indirizzi specialistici come oreficeria di qualità, taglio di pietre dure, restauro di libri antichi… Esempi che la dicono lunga sulle difficoltà che la bozza di decreto del ministro Moratti e del ministro dell’Economia, porteranno nel mondo della scuola. Ieri sera in un Consiglio provinciale allargato anche ai dirigenti scolastici della provincia, è stato discusso dei grandi problemi che questa nuova normativa porterebbe a tante scuole dell’Ascolano. Il tutto, sembra capire, verrebbe fatto per la mancanza di fondi. Il Consiglio provinciale ha chiesto al ministro dell’Istruzione che siano lasciati opportuni spazi all’amministrazione scolastica regionale (suo malgrado costretta ad applicare la nuova bozza di riforma) per modulare una migliore risposta alle esigenze del territorio. Il Consiglio provinciale propone inoltre che il D.M. n. 33 del 24/7/1998, concernente la riorganizzazione della rete scolastica, la formazione delle classi e la determinazione degli organici del personale della scuola, sia confermata fino all’entrata in vigore della riforma.E.Man.

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Inserito da Redazione Amandola.com il 16-04-2003

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