Caccia ai fondi europei per rilanciare i Sibillini
Il primo mira a valorizzare il turismo del benessere Gli altri le erbe officinali e i prodotti tipici In un vertice tra Comuni e Provincia si é deciso di puntare su tre progetti-chiave AMANDOLA “ Sono principalmente tre i progetti condivisi da tutta l’area dei Sibillini sui quali si punta fortemente per ottenere risorse dall’utilizzo dei fondi strutturali integrati europei. E’ quanto emerso dal terzo appuntamento della Campagna d’ascolto della Provincia che si é tenuta a Montelparo. La Giunta provinciale al completo ha incontrato amministratori, soggetti portatori di interesse e cittadini dell’intera comunità dei Sibillini. I tre progetti sono quelli denominati Benessere, Naturalia, Valdaso. Il primo intende valorizzare il Tenna e il turismo del benessere: tra Amandola, Smerillo e Penna San Giovanni esistono diverse sorgenti di acqua termale mentre a Monteleone ci sono i fanghi dei vulcanelli. Inoltre le possibilità di praticare sport in questi territori é vastissima. Il progetto Naturalia é mirato invece a valorizzare la natura finalizzata al benessere: promozione delle acque naturali, del Centro di Salute Naturale, di Ippoterapia, di valorizzazione, utilizzo e trasformazione delle erbe officinali dei Sibillini tramite anche la realizzazione di un orto botanico. Il tutto in zona S. Ruffino, nell’alta vallata del Tenna. Altro aspetto importante la filiera della carni e la valorizzazione dei prodotti tipici e biologici locali. Di particolare rilevanza poi il progetto Valdaso che coinvolge la cosiddetta Zona dei quattro ponti (o dei quattro mulini), ovvero i comuni di Montefalcone Appennino, Santa Vittoria in Matenano, Montelparo, Monterinaldo, Ortezzano sulla sponda sinistra dell’Aso e Force, Montedinove, Rotella sull’altro lato del corso d’acqua. Il piano di lavoro prevede il recupero naturalistico, la prospettiva di costruire piste ciclabili, la creazione di un marchio Valdaso per i prodotti vinicoli e ortofrutticoli, il recupero e la riorganizzazione dei piani ambientali, la riqualificazione dei boschi e delle macchie mediterranee, il recupero artistico dei Musei Sistini e della zona archeologica di Monterinaldo, la realizzazione di zone di accoglienza per il turismo naturalistico e culturale (si pensi al museo dei fossili di Smerillo, quello dei minerali e dei fossili di Montefalcone Appennino, quello degli antichi mestieri ambulanti di Montelparo). Rientra poi nell’ambito dello stesso progetto la costruzione di un’unica scuola dell’obbligo da collocare nell’Alta Vallata dell’Aso, per tutti i comuni che gravitano in essa. Cià favorirebbe il ripopolamento e darebbe più tranquillità ai residenti che ogni anno devono chiedersi se ci sarà o no una classe disponibile per i propri figli nel proprio paese. Gli amministratori presenti sono stati concordi nel valutare molto positivamente questo ciclo di incontri organizzati dalla Provincia in cui emergono con facilità le problematiche della popolazione e degli Enti locali, in difficoltà anche a causa delle esigue proporzioni (gli 11 Comuni coinvolti, messi insieme, arrivano a circa 14.000 abitanti). Stiamo collaborando tutti per una progettazione concertata “ ha commentato il sindaco di Montelparo Pietro Cocci - che riesce ad avere un’ottica d’insieme. Puntiamo ad un processo d’insediamento mirato, grazie al quale non ci troveremo di fronte a una cementificazione selvaggia ma alla strutturazione unitaria di un territorio più vasto con un unico piano regolatore che unifichi i progetti di vallata.FRANCESCO MASSI, corriere adriatico
















































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