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Brucia la palafitta di Morelli

Incendio per un corto circuito, vigili del fuoco bloccati dalle condizioni del mare Brucia la palafitta di Morelli Distrutta la struttura in legno alla Barducci. “La ricostruirò” E’ stata inghiottita dal fuoco, nella notte tra mercoledì e giovedì, la palafitta di Enzo Morelli. La caratteristica “pesca”, ben visibile lungo la Flaminia all’altezza della frana Barducci, è bruciata interamente a causa di un incendio dovuto quasi certamente per un corto circuito, esclusa invece la natura dolosa del rogo, che s’è innescato forse per colpa della mancata attivazione del salvavita. Della “pesca” (così come si chiamano da Ancona queste strutture in legno sospese sul mare” nulla resta se non le basi anche perché non è stato possibile un intervento diretto da parte dei vigili del fuoco, c’era anche la guardia costiera, che hanno provato con delle imbarcazioni ad avvicinarsi ma le condizioni del mare hanno impedito le manovre. L’incendio, sviluppatosi attorno all’una, s’è portato via una pezzetto di storia anconetana ma l’obiettivo di Enzo Morelli è quello di ricostruire tutto il più presto possibile. “S’è bruciata ogni cosa in un attimo, è svanito un pezzo di storia - dice il proprietario originario di Amandola - ma una cosa di questo tipo non si può perdere ed a costo di fare i salti mortali la rimetto in piedi”.La palafitta è stata costruita dal dottor Vignini negli anni ’50 ed acquistata alcuni anni dopo da Arnaldo Girombelli e dal notatio Giorgio Sabbatini. L’ascesa di Genny è in pratica iniziata 30-35 anni fa nella palafitta che è stato teatro di alcuni rendez-vous con grandi firme della moda come Versace e Valentino. Gli uomini ‘fashion’ venivano volentieri nella splendida baita, in mogano, che era stata acquistata a Trento e portata sull’Adriatico. Con la morte di Arnaldo Girombelli la palafitta è poi passata al notaio Sabbatini che portava spesso lì i suoi figli Stefano e Simonetta, scomparsa prematuramente di recente, particolarmente legata alla palafitta. E la fine nello stesso anno della tanto amata pesca è quasi un segno del destino per Enzo Morelli: “Questa pesca - le sue parole - s’è incendiata nello stesso anno in cui è venuta meno una persona splendida come Simonetta Sabbatini che aveva amato tanto questo posto. Sembra essere un segno…”. La forte spinta emotiva darà a Morelli il giusto impulso per ricostruire la pesca. Di sicuro l’ex impiegato della Regione avrà il supporto dei suoi tanti amici che ieri hanno fatto sentire il loro sostegno. Tra questi Danilo Tornifoglia di Strabacco: “E’ un dolore immenso e mi colpisce nel profondo del cuore”. LUCA FREZZOTTI

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Inserito da Redazione Amandola.com il 31-12-2004

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