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Alunni dai carabinieri, il sindaco Treggiari: «E’ un caso pa


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Alunni dai carabinieri, il sindaco Treggiari: «E’ un caso paradossale rispettiamo gli alunni» di MANUELA TRAINI AMANDOLA Non trova ancora spiegazione logica il singolare caso della scuola media di Amandola dove la scorsa settimana i diciannove alunni della prima sono stati accompagnati in caserma dalla professoressa di inglese. A muovere tutto è stata la scomparsa di una videocassetta didattica che doveva servire per la lezione e quindi, nell’impossibilità di svolgerla, l’insegnante ha pensato bene di andare a denunciare il fatto in caserma e non dal preside. Alla stazione dei carabinieri la donna è stata informata dell’impossibilità di esporre denuncia per il solo fatto di non poter svolgere la lezione a causa dell’assenza di una videocassetta. A quel punto tutti e 19 i ragazzi, portati come testimoni della vicenda, dalla caserma sono stati riaccompagnati a scuola. Del resto non è competenza dei carabinieri ristabilire l’ordine in una classe. Nelle ore a seguire sembra che la cassetta sia rispuntata ma l’inconsueto episodio, ad Amandola, ha fatto storcere il naso a molti. Primi fra tutti i genitori che non hanno gradito la notizia dei loro figli in caserma, seppure per pochi minuti ma comunque a loro insaputa. Questi hanno chiesto chiarimenti sull’accaduto alle autorità competenti. Da parte del Dirigente della Scuola Media, il professor Luigi Bellesi, nessun commento sulla questione. Raggiunto al telefono, Bellesi, ha detto: «Senza mancare di rispetto a nessuno, preferisco non esprimermi sulla vicenda per ovvi motivi». L’unico a parlare, invece, è il sindaco Riccardo Treggiari: «Non voglio -è il suo commento- entrare nel merito dei fatti perché non ho molti elementi per farlo, ma credo che per il gesto di un singolo insegnante non possa essere compromessa la reputazione di un intero istituto che da anni risponde ottimamente sia dal punto di vista professionale che umano. Soprattutto credo che si debba ridimensionare l’accaduto poiché il caso, se mai ce ne sia uno, andava risolto tra le mura scolastiche. Mi auguro che non sia stato creato un problema ad arte, perché sarebbe poco rispettoso dei minorenni che sono rimasti coinvolti nella vicenda».

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Inserito da Redazione Amandola.com il 16-11-2004

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